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Vigilia dell’Immacolata. La tradizione in Salento

    La Pucciella, puccia tipica della vigilia dell'Immacolata

    “Ti la Mmaculata la cilina è maturata”

    Olive Celline per il pasticciotto Olivotto di Tiziano 1

     

     

    Questo  proverbio riferito all’oliva cellina di Nardò, che per l’Immacolata era pronta per essere raccolta e riposta nei recipienti di terracotta per la concia tradizionale e la preparazione delle Ciline alla Capasa, dette anche Volie alla Capasa.

     

    VIGILIA DELL’IMMACOLATA 

     

    Dovete sapere che il Salento è una delle zone d’Italia dove alcune tradizioni dalle origini molto antiche sono ancora oggi più vive che mai. La tradizione, in fondo, è ciò che rende viva una terra, che ci aiuta a resistere agli aspetti più freddi e sterili della gobalizzazione e che ci fa sentire sempre e comunque a casa, facendoci compagnia durante l’anno a suon di scadenze e appuntamenti prefissati ai quali ci piace non mancare.

    Tra queste tradizioni spicca il digiuno dell’Immacolata, che ancora oggi si pratica in Salento tutti gli anni. Conosciamo più da vicino questa occasione festiva.

    La festa dell’Immacolata in Salento dura di fatto due giorni. Il giorno 7 dicembre si osserva il digiuno totale almeno sino al pranzo, in tempi antichi venivano addirittura chiuse tutte le cucine e spenti i fuochi evitando così di fare colazione. Per tutto il resto della giornata è prevista l’astinenza da ogni tipo do carne

     

    TRADIZIONI CULINARIE DELLA VIILIA: IL PRANZO

     

     Il piatto regina della festività dell’Immacolata è la famosa puccia. In Salento a pranzo si usa infatti consumare una puccia con il tonno e lo “svizzero” (formaggio a pasta filata), con l’aggiunta di qualche capperino e, perchè no, un pò di ricotta forte. Questa è la variante moderna della tradizione, perchè fino ad alcuni anni fa il digiuno dell’Immacolata prevedeva che si farcisse la puccia con acciughe e capperi.

     

     

    La Pucciella, puccia tipica della vigilia dell'Immacolata

    CENA DELLA VIGILIA

     

    Per quanto riguarda la cena, invece, è possibile cenare, ma “di magro”, dunque nessun tipo di carne è concesso. Si gustano i prodotti pugliesi ed i piatti tipici della tradizione contadina, le pittule (che non devono mai mancare, specie quelle al baccalà), le cime di rapa “nfuocate” e piatti a base di pesce. Tra questi spiccano i famosi vermicelli o semini con il baccalà.

     

     

    Le pittule, piatto tipico del Salento 2

    In alcuni paesi si preparano anche gustose zuppe di pesce e pesce fritto. Un altro piatto tipico della Vigilia dell’Immacolata è il grano cotto nel sugo. Si conclude il pasto con agrumi in abbondanza, che si dice siano beneaugurali.

    IL PRANZO DELL’IMMACOLATA CONEZIONE

    Il pranzo dell’Immacolata Concezione in Salento è abbastanza libero e qui la carne può tornare a far capolino sulla tavola. Si tratta di un pranzo ricco e festivo. Molte famiglie amano consumare le pittule e i vermicelli con il baccalà anche in occasione della festa dell’Immacolata, anzichè preparare questi piatti la sera della Vigilia. E’ comunque un modo per rendere omaggio alla tradizione.

    La cena è rigorosamente a base di pesce e frutti di mare, verdure lesse e le immancabili rape “nfucate”. Dopo il “digiuno” le famiglie e la comunità erano pronte a venerare la Madonna con il pranzo della festa che aveva, come piatti principali, e per i fedeli alla tradizione ha ancora: lo “stoccafisso” al sugo con cui condire una pastina molto piccola, baccalà con le patate cotto nella “pignata” e il grano cucinato nel sugo di pomodoro.

     

    Ovviamente un pranzo festivo devresti concludersi con un bel dolce come il pasticciotto da Tiziano ;)

     

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